I am a passenger- 28 agosto

20130829_192649Bassano del Grappa – B Motion Teatro-Operaestate Festival

Non è solo il mistico titolo rock di una canzone di Iggy Pop. È anche il titolo di una passeggiata molto speciale. Una camminata sensoriale all’aperto, lungo le strade del centro storico, ancora bagnate e lustre di pioggia. Si parte dal cuore della Città. Piedi, mani, naso, orecchie: ogni organo di senso quando gli occhi sono bendati risulta ingigantito. Il tatto esplora improvvisamente le pieghe ruvide di oggetti noti diventati sconosciuti. E simultaneamente si lascia accarezzare dall’aria e dai rumori dell’ambiente, fino a prima sommersi. Le voci della strada tamburellano sulla pelle, filtrando nelle note della musica . L’udito si ribella alla superficie e la profondità dei suoni si amplifica enormemente, captando come un sonar onde abissali. Il terzo occhio spunta inaspettato sulla schiena, sulle ginocchia, sul dorso delle mani, permettendo di vedere col corpo porosità, morbidezze, spigoli prima ciechi.

I performer scelgono uno spettatore, e lo incontrano con una tale intensità di sguardi da far venire le vertigini. Mentre si consuma questo delicato laboratorio tattile degno del miglior Bruno Munari, il paesaggio sonoro della Città emerge soffice e nuovo. Poi gli occhi tornano a vedere e alla musica subentra la voce di persone straniere che raccontano in cuffia come vedono la città. La passeggiata ha inizio e per mano, come bambini, gli spett-attori camminano piano da Piazza Libertà con destinazione il Teatro Remondini. Durante il viaggio immenso e gentile, gambe attente e mani vigili ascoltano voci con forte accento straniero. Il cinguettio registrato di sottofondo rassicura e in uno shock sinestetico l’occhio afferra al volo delle rondini che volano (per davvero) sotto un porticato. Il Ponte Vecchio diventa un immenso passaggio tra due mondi, mentre una buca delle lettere anonima appesa ad un muro assurge a luogo della memoria, quando una voce con inflessioni dell’Est racconta che scrivere lettere è il modo che preferisce per passare il tempo, perché pensa ai suoi cari. I cortocircuiti innescati dalle voci narranti e dal percorso urbano svegliano significati nuovi. L’intersezione di suoni, odori, profumi, profondità tattili sollevano un piacevole delicato spaesato stordimento percettivo. Se al buio è il tatto il senso dominate, all’aria gli occhi tornati liberi sentono diversamente odori e rumori. Questa passeggiata lenta, curiosa, meravigliata culmina serena nell’arrivo al prato dietro al teatro, trasfigurato in bellissimo, audace Paradiso.

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