Biennale Cinema 2018 | La Mostra vista dal Mostro. Kluge, Brechner, Leight

Domenica 2 settembre 2018, Lido di Venezia | Lo sguardo al passato si estende anche alle produzioni odierne. Happy Lamento  (2018) di Alexander Kluge è un film che viene da un passato remoto. Sperimentalismo fra i ‘60 e i ‘70, visione estetica più vicina Nostra Signora dei Turchi e ai lavori di Fernando Arrabal che al più recente (solo trentasei anni) Koyaanisqatsi, al quale il film è più ideologicamente prossimo. Leopardiana meditazione sulla dialettica fra esistenza e cosmo nella quale all’uomo è dato il ruolo dell’insensatezza e della furia. Il chiarore della luna contrapposto alla luce della lampadina, l’armonia delle orbite celesti al degrado materiale e urbano di uno slum di Manila, descritto nei modi di un altro sperimentalista dei tempi andati, il performer e artista austriaco Hermann Nitsch. Kluge deve avere qualche problemino con la dimensione della generazione. Tanti anni fa mise in scena i dettagli ginecologici di un procurato aborto in Le occupazioni occasionali di una schiava, oggi filma un rapporto sessuale in una latrina filippina con una donna in avanzato stato di gravidanza. Molto tedesco, molto retrò, ma al nostalgico Mostro ciò non dispiace.

S.M.

HAPPY LAMENTO
Sceneggiatura: Alexander Kluge, Feat. Khavn
Fotografia: Thomas Willke, Albert Banzon, Thomas Mauch, Erich Harandt
Montaggio: Andres Kern, Kajetan Forstner, Roland Forstner, Toni Werner
Musica: Khavn
Suono: Michael Kurz, Stephan Holl, Toni Werner
Interpreti: Helge Schneider, Heiner Müller, Galina Antoschewskaja, Peter Berling
Produzione: Kairos-Film
Produttori: Alexander Kluge Stephan Holl in collaborazione con Rapid Eye Movies in associazione con Feat. Khavn

 

la-noche-de-12-anosLa noche de 12 años | Indietro nel tempo si giunge alle dittature sudamericane del XX secolo, ai dodici anni di isolamento e continue torture inflitti a tre dirigenti tupamaros ufficialmente non imprigionati ma presi in ostaggio dalle forze armate. Rimanda a Costa Gavras con accenni di Terrence Malick. Ritroveremo domani Gavras e i personaggi del film, ma questa è una sorpresa. Una psichiatra riesce a tenere nella realtà uno dei prigionieri, uno che farà strada e che tornerà alla famiglia tenendo stretta una piantina di fiori cresciuta nell’ultimo anno di prigionia. Anche di questo si dirà domani. Ben scritto, ben girato, emozionante.

S.M.

LA NOCHE DE 12 AÑOS
Regia: Álvaro Brechner
Produzione: Tornasol Films (Mariela Besuievsky), Haddock Films (Vanessa Ragone), Aleph Media (Fernando Sokolowicz), Manny Films (Birgit Kemner), Salado (Mariana Secco)
Durata: 123’
Lingua: spagnolo
Paesi: Spagna, Argentina, Uruguay, Francia
Interpreti: Antonio de la Torre, Chino Darín, Alfonso Tort, Soledad Villamil, Silvia Pérez Cruz, César Troncorso, Mirella Pascual
Sceneggiatura: Alvaro Brechner
Fotografia: Carlos Catalán
Montaggio: Irene Blecua, Nacho Ruiz Capillas
Scenografia: Laura Musso, Daniela Calcagno
Costumi: Alejandra Rosasco
Musica: Federico Jusid, Silvia Pérez Cruz
Suono: Nacho Royo-Villanova, Martín Touron, Eduardo Esquide
Note:dal romanzo Memorias del calabozo di Mauricio Rosencof e Eleuterio Fernández Huidobro

 

peterloo-bPeterloo | Ancora più indietro, ancora più politico, Peterloo di Mike Leigh. Il talentuoso regista britannico di solito guarda le dinamiche sociali dalla prospettiva delle relazioni domestiche imponendo agli attori una dura disciplina teatrale. Lunghi dialoghi, monologhi senza stacchi, parsimoniosi movimenti di macchina e stacchi di montaggio. Con una sintassi filmica opposta a quella del maestro russo, Leigh gira la sua Corazzata Potemkin. È la ricostruzione di un massacro perpetrato nel 1818 a St.Peter Field dall’esercito inviato contro la popolazione di Manchester, radunatasi in un pacifico comizio durante lo sciopero dei tessitori. Il taglio teatrale dell’autore gli consente di descrivere in dettaglio le forze, gli interessi, le strategie e le emozioni che conducono a un determinato esito storico. La fame, l’impeto religioso, il narcisismo e la volontà di potenza dei leader, l’astuzia di chi sa gettare il sasso e nascondere la mano… La qualità visiva dell’opera è notevolissima con inquadrature che rimandano a Vermeer e David e mozioni forti, anche se il ritmo è da sceneggiato televisivo della BBC.

S.M.

PETERLOO
Regia: Mike Leigh
Produzione: Thin Man Films (Geogina Lowe), Amazon Studios, Film 4, BFI, Lipsync
Durata: 154’
Lingua: inglese
Paesi: Gran Bretagna, Usa
Interpreti: Rory Kinnear, Maxine Peake, Pearce Quigley, David Moorst, Rachel Finnegan, Tom Meredith, Simona Bitmate
Sceneggiatura: Mike Leigh
Fotografia: Dick Pope
Montaggio: Jon Gregory
Scenografia: Suzie Davies
Costumi: Jacqueline Durran
Musica: Gary Yershon
Suono: Rob Ireland, Tim Fraser
Effetti speciali: Elements FX (Johnny Rafique, Nick Rideout)

 

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