Biennale Cinema 2019 | “Adults in the room” by Costa Gravas

Caso unico nella storia del cinema, con Adults in the room Costa Gavras gira la seconda parte di Z, l’orgia del potere dopo cinquant’anni. Più che un orgia è un maelstrom del potere, un vortice turbinoso dove ogni attore gioca il suo ruolo senza cogliere alcun risultato. Una foucaultiana descrizione della microfisica delle politiche economiche, dove le scelte economiche sono asservite a strategie politiche e, viceversa, i programmi politici possono esistere solo negli angusti spazi consentiti dalle consuetudini finanziarie. Yannis Varoufakis e Christine Lagarde sono gli unici a comprendere la razionalità di un piano di rientro del debito della Grecia che non distrugga il tessuto economico e la coesione sociale del paese. Ma bisogna imporre un piano di rientro che impoverisca la popolazione, distrugga il welfare, colpisca la sinistra che i Greci hanno incautamente votata, e che “sia un esempio per gli altri stati dell’Unione”. Lo afferma con tranquilla sincerità Wolfgang Schauble, il ministro tedesco dell’economia che inflessibilmente impone il piano di rientro sapendo perfettamente che non ha alcun senso economico. Anche lui sembra coinvolto in un gioco obbligato, nel quale la razionalità del pensiero economico ha un ruolo secondario. Bisogna che il gioco continui come sempre e che i disturbatori, Varoufakis e Tsipras, siano espulsi dalla stanza dei giochi. Non ci sono adulti nella stanza, solo fanciulli catturati dal gioco, tutti eterodiretti, tutti prigionieri di una dinamica che nessuno può regolamentare. La figura più patetica, che non appare sullo schermo se non in immagini di repertorio, è Angela Merkel, colei a cui i politici greci si rivolgono più volte come a una madonna in grado di intercedere verso l’oscuro dio della finanza. Le vaghe e generiche affermazioni della cancelliera, promesse vane che fuoriescono dai telefoni, si rivelano solo segni della sua impotenza. Il ritmo narrativo incalzante, il flusso veloce delle battute, rimandano al film del ‘69, per quanto il Mostro, allora ragazzino, possa ricordare. Un finale a sorpresa, onirico e non molto indovinato, sembra un omaggio al cinema italiano di impegno degli anni ‘60, rimanda al Petri di Todo Modo o ai Taviani di Allosanfan.

Il Mostro Marino alias S.M.

Adults in the room
Regia: Costa-Gavras
Produzione: KG Productions (Michèle Ray-Gavras, Alexandre Gavras), France 2 Cinéma, Wild Bunch (Brahim Chioua), Odeon (Manos Krezias)
Durata: 124’
Lingua: inglese, greco, francese, tedesco
Paesi: Francia, Grecia
Anno: 2019
Interpreti: Christos Loulis, Alexandros Bourdoumis, Ulrich Tukur, Daan Schuurmans, Christos Stergioglou, Dimitris Tarlow, Alexandros Logothetis, Josiane Pinson, Cornelius Obonya, Aurélien Recoing, Vincent Nemeth, Francesco Acquaroli, Thanos Tokakis, George Lenz, Themis Panou, Maria Protopappa, Valeria Golino
Sceneggiatura: Costa-Gavras
Fotografia: Yorgos Arvanitis
Montaggio: Costa-Gavras, Lambis Haralampidis
Scenografia: Spyros Laskaris, Philippe Chiffre
Costumi: Agis Panayotou
Musica: Alexandre Desplat
Suono:Nikos Papadimitriou, Marianne Roussy-Moreau, Costas Varibobiotis, Edouard Morin, Daniel Sobrino
Effetti visivi: Benoît Maffone
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