Biennale Cinema 2021 | The Card Counter di Paul Schrader

Lido di Venezia, 2 settembre 2021 | Addio mostri sorgenti dalle acque … | Forse saranno le ultime corrispondenze dal Lido del vostro Mostro. Passata la serena atmosfera post atomica della edizione 2020, la rassegna cinematografica è quest’anno affollatissima, vigono le stesse regole di prenotazione ad ogni proiezione e il risultato è che la possibilità di vedere un determinato film dipende da una darwiniana competizione in rete per aggiudicarsi un posto distanziato in sale dalla capienza dimezzata. La prenotazione obbligatoria dovrebbe evitare gli assembramenti che, invece, fioriscono al tiepido sole di settembre. Inoltre la disfida cibernetica sullo schermino dello smartphone mal si adatta ai suoi tentacoli ed il risultato è che il vostro corrispondente riesce a vedere quello che avanza. Umiliante. Se non si superano le conseguenze del virione il Mostro qui non ci torna più, forse emigrerà… C’è il festival di Locarno, con il Lago Maggiore, con acque più fredde ma forse più limpide di quelle della Laguna.

The Card Counter di Paul Schrader
Così, nella logica del “vediamo che riusciamo a vedé” sono capitato a vedere un film “al buio”, come a un tavolo di poker. Ed è capitata una pellicola ben girata e benissimo scritta dallo sceneggiatore di Taxi Driver e Toro Scatenato, oltre che regista di molti film di successo (American Gigolò). Gioco d’azzardo e colpe da espiare. La mente corre a Dostoyevsky, ma la rappresentazione che ne risulta è intimamente calata nella mentalità, nello scenario e nella storia degli Stati Uniti, delle quali il film dà una rappresentazione più convincente di quella di Nomadland, vincitore della scorsa edizione della Mostra. Innanzitutto l’atteggiamento verso il gioco d’azzardo del cittadino americano appare libero da ogni giudizio morale. L’azzardo è piacere ludico, rispettabile attività professionale, antidoto alla solitudine, verso il quale non si prova colpa o vergogna. Come per il possesso di armi. Le colpe, proprie e dei padri, emergono invece quando entrano in gioco i corpi. (Allora le forze della religione e della legge entrano in campo e abbiamo il proibizionismo, la war on drugs, le campagne per la castità, la legge del Texas sull’interruzione di gravidanza.) Il protagonista non riesce a mantenere il ruolo di rispettabile giocatore, lucido e non compulsivo, riemerge la colpa per i corpi che ha violato, il sentimento di non aver espiato abbastanza, di non aver riparato alle conseguenze del male esercitato. Da ammiratore di Bresson, Schrader disegna una vicenda segnata da un destino ineluttabile, girata però nello stile di Scorsese, uno dei produttori.

S.M. alias Il Mostro Marino

THE CARD COUNTER
Venezia 78 Concorso
Regia:Paul Schrader
Produzione: Braxton Pope, Astrakan Film (Lauren Mann), David Wulf, Saturn Streaming, Redline Entertainment in associazione con LB Entertainment, Enriched, Media Group, Grandave Capital, One Two Twenty Entertainment
Durata: 112’
Lingua: Inglese
Paesi: Usa, Regno Unito, Cina
Interpreti: Oscar Isaac, Tiffany Haddish, Tye Sheridan, Willem Dafoe
Sceneggiatura: Paul Schrader
Fotografia: Alexander Dynan
Montaggio: Benjamin Rodriguez Jr.
Scenografia:Ashley Fenton
Costumi:Lisa Madonna
Musica:Giancarlo Vulcano, Robert Levon Been
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