Biennale Cinema 2022 | Due settembre

Lido di Venezia, 2 settembre 2022 | L’assegnazione casuale alle pellicole e impegni di lavoro hanno limitato le visioni a un classico restaurato del cinema indiano, “I giocatori di scacchi” di Satyajit Ray. Un film che possiede lo sguardo di un Tolstoj, in grado di spaziare dal respiro della Storia ai drammi e le miserie delle vite private. Descrive la conquista da parte dell’Impero Britannico, anno 1856, dell’ultimo regno Moghul che pure si era sottomesso come vassallo alla Corona britannica e alla Compagnia delle Indie. Contraltare agli eventi storici la vicenda di due Bouvard e Pécuchet indiani che, invece che schedare voci d’enciclopedia, ignari degli eventi, passano le giornate a giocare a scacchi. Incontreranno la Storia sotto forma di un lunghissimo convoglio militare che, con truppe, carri, cammelli ed elefanti, sfilerà sotto i loro occhi nella bellissima scena finale. È la fine di un regno islamico in cui il monoteismo convive serenamente con la sfarzosa sensualità della tradizione induista, dove i privilegiati possono ingannare il tempo, ma non la Storia, fra danze, poesia o gioco degli scacchi. Ricorda i film storici per la tv di Rossellini, pochi movimenti di camera, lunghi dialoghi, cronache distaccate che non fanno uso di alcuno degli artifici che si adoperano per ammaliare e stupire il pubblico.

Il Mostro Marino alias S.M.

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