Biennale Cinema 2022 | Finale di stagione

La Mostra si chiude, spettatori e autori lasciano il Lido e due importanti registi, Alain Tanner e Jean Luc Godard, lasciano questo mondo, in un caso volontariamente. Il livello delle pellicole che il Mostro è riuscito a vedere è stato di buona qualità in assenza, però, di realizzazioni memorabili.

Deludenti i film italiani, gli amici però dicono bene de “Il signore delle formiche” di Gianni Amelio, che mi riprometto di vedere in sala. Non andrò a vedere, invece, il film del premiato Guadagnino, che non sopporto.

Altre pellicole che hanno incontrato il favore del pubblico, da recuperare in sala o sulle piattaforme, sono “The Banshees of Inisherin” di Martin McDonagh, premiato per la sceneggiatura, e “The Whale” di Darren Aronofsky, nessun riconoscimento. Altri film che avrebbero dovuto essere premiati, secondo il Mostro, sono “Monica” di Andrea Pallaoro e l’iraniano “Beyond the Wall” di Vahid Jaliva, stilisticamente debitore della lezione di Godard.

La cinematografia persiana, che resiste strenuamente alle censure del regime teocratico, si conferma una delle più importanti fucine del cinema mondiale. Chissà se si riuscirà a vedere oltre il Lido il samizdat “Khers Nist” dell’autore semiclandestino Jafar Panahi, Premio Speciale della Giuria, che ho perso.

I giapponesi, nei classici restaurati e nel “Love Life” di Koji Fukada, si confermano maestri ineguagliabili di stile.

Lav Diaz, dalle Filippine, si conferma con “When the Waves Are Gone” un grande maestro di oggi, portatore di una cifra stilistica originalissima, anche se non raggiunge il risultato dello stupefacente “Genus Pan” visto al Lido due anni fa.

Le produzioni francesi ruotano tutte intorno la tematica inclusione/esclusione dei cittadini di origine araba e africana. “Saint Omer” di Alice Diop ha meritatamente vinto il Leone d’Argento e il Leoncino per l’opera prima, ma delizioso è stato anche “Les Miens” di Roschdy Zem e interessante “Pour la France” di Rachid Hami, meno “Athena” di Romain Gavras che, poverino, deve sentire il peso del confronto con il padre Costa-Gavras.

Le tematiche che hanno dominato la rassegna sono state quelle della violenza che scorre nelle pieghe delle società, dell’integrazione nelle società multietniche e della fluidità di genere, temi solo in parte rispecchiati nei film premiati.

È tutto. Un abbraccio del Mostro alla sparuta pattuglia dei suoi lettori.

Arrivederci.

Il Mostro Marino alias S.M.

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